| Anse Lazio, Praslin |
Con tante cose da raccontare... prossimamamente il diario di viaggio!
Abbiamo approfittato della domenica più bella dell'anno per starcene a 2000 metri dove svettano le aquile (avvistata!), scegliendo di tornare alla Piana della Nana sopra Cles, ma facendo uno sforzo aggiuntivo per raggiungere la malga Tassulla.
Dopo esserci portati da casa il pranzo e le bibende nello zaino, abbiamo chiesto ai malghesi un bicchiere di vino e questi hanno sfoderato i nomi della loro cantina: bianco o rosso??????????? (con schietto accento bresciano... và a sapere....) Alla nostra scelta di un rosso ci hanno riempito un bicchiere grande fino all'orlo avendo l'ardire di farcelo pagare ben 1 euro!!! Ma soprattutto privo di patatine, noccioline e aperitivata alla milanese.| cima Verde, Dos d'Abramo e Cornet |
| dalla cima Cornet: Doss d'Abramo e cima Verde |
| sorgente |
| le 3 cime, da quella Verde |
Il sito individuato come luogo ospitante la seconda uscita annuale del furgone in assetto da camper duro è stato niente meno che il bel campeggio Al Plan di Rabbi!
Seguirono altre indagini e conseguenti conclusioni. Solo di recente un manoscritto ha fatto emergere la verità: l’allora proprietario dell’appezzamento dove sorge il campeggio, per burlarsi dei concittadini, si dichiarò reduce della epica battaglia tra le Repubbliche Marinare di Venezia e Genova. Nel corso della stessa, raccontava, un nemico lo colpì energicamente al plesso solare così da rendergli possibile solo esprimersi in lingue costiere.
In ogni caso siamo arrivati in valle il sabato mattina ed abbiamo affrontato la agghiacciante salita sterrata che porta alle cascate dell’ostrega (in lingua locale 'di Saent'). Dopo i primi 3.000 metri di dislivello il sentiero diventa scivoloso causa… cascata!, stretto, ripido e privo di fragoline. Il risultato è che Heidi Nosiola ha fatto l’ultimo tratto fino alla cima di corsa ed io ho tenuto, scendendo, in sospensione con la mano destra un Camilo Cienfuegos impaurito dal precipizio. Nel contempo Zorro, appeso al mio braccio sinistro, colpiva con fare spigliato chi incontrava sul sentiero, armato di arbusto acuminato.
Dopo il pic-nic con panini senza coltello e albicocche geneticamente modificate, sosta alla malga sottostante con relativo gelato e birretta, camminata in discesa con raccolta finferli, pausa al parco giochi, cacca di Camilo in un bagno qualsiasi, siamo arrivati in campeggio. Lì abbiamo immediatamente dato il meglio di noi stessi creando l’accampamento con il solito rituale del cazziatone rivolto ai bambini disubbidienti. Dopo la doccia calda ristoratrice abbiamo senza indugio continuato ad urlare fino a dopo cena.
La passeggiata post pasto verso i prati ha anticipato il sacrale litigio per mettere a letto i pupi.
La cucina è molto semplice, non ci sono dolci, ma alla fine siamo riusciti ad ottenere un succulento piatto con salsiccia locale arrostita. Il cameriere, probabilmente figlio dei proprietari della malga, è ampiamente minorenne ed è pettinato come tutti gli altri componenti la famiglia: capelli lunghi dietro a foderare il collo e corti sopra, forse tagliati con l’attrezzatura proveniente dalla stalla. A contorno del cibo anche una bottiglia di vino rosso sicuramente genuino. Lo desumo dal fatto che per far tornare il colore originale alle labbra ho dovuto ricorrere alla liposuzione!